Pinocchio 2.0

Pinocchio 2.0

Durante il PON di scrittura creativa abbiamo proposto un approccio di scrittura collaborativa con l’utilizzo dei moduli Google. Dopo aver visto il filmato di Pinocchio abbiamo suddiviso i ragazzi in 4 gruppi e richiesto la creazione di un nuovo protagonista della storia. Il risultato è stato sorprendente: i ragazzi hanno creato dei nuovi personaggi, talvolta cambiando i ruoli della storia originaria e dando vita a diverse storie, tutte bellissime e incredibilmente creative e soprattutto storie in attesa di essere ampliate, modificate, reinventate mille volte

Primo Gruppo

Stefano, Gabriele e Andrea

                                                                         :⁠^⁠)PINTOS:⁠^⁠)

Un giorno nella Torane del 3666 il signor Patterson era appena uscito da lavoro e come sempre stava ripensando ai bellissimi anni passati con sua moglie prima che, 5 cinque anni fa morì in un incidente di auto volanti.

Ad un certo uno strano individuo fatto di uno strano materiale attirò la sua attenzione.

Lo portò a casa e scoprì che quello strano materiale era chiamato “plastica”: uno strano materiale che era stato eliminato moltissimi anni fa dai bambini di tutto il mondo nell’ anno 2023.

Appena finite le sue ricerche scoprì che l’ individuo aveva preso vita.

Si accorse anche che il suo volto era privo di occhi e di bocca quindi non riusciva ad esprimersi.

Da questo incontro nasce un’ amicizia inseparabile che trascorse avventure incredibili.

Il sig. Potterson considerava Pintos (il nome che gli aveva dato) come un figlio e Pintos come un padre.

Secondo gruppo

Alice, Arianna e Gaia

C’era una volta un signore che chiamavano Mastro Cola perché beveva solo coca cola, viveva da solo.

Amava costruire oggetti con strane funzioni.

Un giorno si sentiva veramente solo e decise di prendere del metallo e di costruire un robot.

La chiamò Piconnia in memoria di sua moglie. Si impegnò e ci mise mesi. Un giorno arrivò il fato azzurro e fece un incantesimo grazie al quale  il robot prese vita e disse la sua prima parola: “libertá!!!!!”. Mastro Cola si stupì e all’inizio non capì il significato di quella esclamazione. Solo dopo molto tempo il robot trovò il coraggio e spiegò a Mastro Cola perché disse quella parola. Raccontò che si sentiva libera in quanto finalmente era riuscita a trovare un corpo. Infatti, dopo la morte della moglie, la sua anima continuava a vagare nel tempo e nello spazio fino a che non si impossessò del corpo di questo robot.Fu così che Mastro Cola e Mastra Fanta si trasferirono nel mondo delle bibite …..

Terzo gruppo

Giulia, Chiara, Elisabetta, Benedetta e Rosalina

C’era una volta una piccola  axolotol ( un anfibio abitante dell’oceano ) di color granata e azzurro.

Abitava nell’oceano Atlantico,  insieme al suo fratello Kai, nella città di  “Bikinibotton”

La piccola si chiamava Tiresia,aveva sei anni,degli occhi color cristallo, era altruista e molto simpatica, socievole e un po’ impulsiva. 

Era nata da una famiglia che direi disastrata, infatti per causa degli esseri umani erano morti.Tiresia piangeva ogni giorno per la perdita del padre e della madre, così  decise di creare una statua in onore dei genitori, fatta di conchiglie e sabbia.

Una notte uno scoiattolo (con un casco da astronauta) con la sua bacchetta magica fece animare la statua dei suoi genitori. Il mattino seguente,

Tiresia trovò i suoi genitori  giocare a poker e,  li riconobbe subito; pianse di gioia e li li abbracciò . Il fratello sentendo il baccano scese subito ,appena vide i suoi genitori svení dalla gioia.

Una volta che il fratello si riprese, decisero di organizzare una vacanza indimenticabile ai Caraibi dove trovarono Jack Sparrow in persona che stava  registrando il film “Pirati del Caraibi e la maledizione della conchiglia”.

Tiresia visse un’esperienza bellissima e capì un messaggio che porterà nel cuore :”Le tue circostanze inizieranno a cambiare una volta che modifichi la tua prospettiva”                                        

Quarto gruppo

Tommaso, Pablo, Daniel

Eros abitava nella città  del Marlay, una città ricca di negozi e vetrine colorate. Ogni giorno molte persone si ritrovavano a camminare per le sue stradine, cercando di comprare la loro felicità. Era in una di queste stradine, via J.Lo, che Eros camminava arrabbiato cercando di arrivare a casa sua. Dopo aver chiamato il suo migliore amico Johnny per raccontargli quanto accaduto. All’improvviso ebbe un illuminazione: costruire un robot per rimpiazzare Natasha. 

Andò ad acquistare il materiale e si mise a lavorare giorno e notte per costruirlo. Dopo due mesi nacque JoJo . La sua prima parola fu “Zao”. Eros non credeva ai suoi occhi, era nato il robot! Non era mai stato così felice! Chiamò subito Johnny e gli raccontò tutto. Johnny gli chiese di portarlo a casa sua. Appena uscì di casa JoJo scappò via, essendo stato progettato male.Corse via a tutta velocità e Eros non riuscì a riprenderlo. Dopo 8 ore arrivò in campagna e incontrò due ologrammi , che vivevano lontano dalla città per non avere contatti con gli umani. I due volevano dei pezzi del robot ma lui lo capì e scappò a gambe levate. Mentre si addentrava nell’aperta campagna sentì una scossa sismica alle sue spalle. Non riuscì neanche a capire cosa fosse che si sentì prendere e mangiare da qualcosa: era il gigante bestia. Una volta entrato nello stomaco del gigante vide Eros che era stato mangiato un paio d’ore prima mentre cercava JoJo nella foresta. I due col potere dell’amore fecero esplodere la pancia del gigante e i due riuscirono a sopravvivere…

2 Comments
  • Elisabetta 1°C
    Rispondi
    Posted at 5:20 pm, Marzo 10, 2023

    La storia del primo gruppo mi è piaciuta molto. Perché trovano dei pezzi di plastica in una città, che non si usa più dal 2023. Noi dovremmo abbandonare o semplicemente fare un utilizzo minimo di plastica se non vogliamo finire in un mondo di plastica.
    Dovremmo eliminarla così che le generazioni future si chiederanno:” Cos’ è questa roba?” Se vogliamo garantire un futuro ai nostri figli o alle altre persone che prenderanno il nostro posto sulla terra, dobbiamo fare qualcosa subito.

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