Rientro a scuola: bambini di gesso?

Rientro a scuola: bambini di gesso?

Tra pochissimi giorni si avvierà un anno scolastico decisamente fuori dalle nostre zone di confort. Come insegnante sono stata in prima linea in tutta la fase del lockdown per assicurare una “Didattica della Vicinanza”, tenendo unita la classe, offrendo motivazione ad apprendere e stimoli positivi per mantenere un atteggiamento sempre proattivo che garantisse un benessere mentale, fisico ed emozionale. Sono entrata nelle case dei miei alunni e loro sono entrati nella mia creando un rapporto di intimità che ha superato di gran lunga i confini che ero solita stabilire.

Ora sono consapevole che con il rientro in classe è fondamentale che gli alunni ritrovino condizioni di benessere oltre che venire assicurata la sicurezza contro i rischi di Covid-19.

Come pensiamo di garantire le condizioni necessarie all’apprendimento e alla motivazione imponendo ai nostri bimbi situazioni di staticità per 8 ore al giorno in aule che già non assicurano livelli di confort adeguati (penso ad esempio allo spazio e alla temperatura dei locali)?.

Sento con forza che il mio ruolo di insegnante è primariamente di educare all’autoregolazione fisica ed emotiva creando un clima relazionale positivo in classe basato sulla socialità, sull’empatia e sulla capacità di riconoscere e rispettare le difficoltà individuali.

La vera sfida per me è ideare attività educative che tutelino la salute degli studenti e la mia nell’attuale contesto pandemico continuando a mantenere l’esplorazione misteriosa della CORPOREITA’ che si pone come obiettivo di base quello di riconnettere le parti dell’esistere. Non dobbiamo scordarci che un CORPO FERMO ne sente gli effetti anche sul piano mentale. “Ogni esperienza vissuta si struttura nel corpo del soggetto così come si struttura nella sua mente” (A.Lowen).

Abbiamo l’occasione di scardinare un’impostazione scolastica che pone al centro della propria didattica la parte di programma disciplinare, per porre l’attenzione agli aspetti emotivi e corporei dello studente, punto chiave della vera didattica inclusiva.

La sfera emotiva è il grado più elevato di capacità e competenza meta-cognitiva che ogni persona si ritrova a gestire nella propria quotidianità.

E’ fondamentale che ogni insegnante metta in atto l’ascolto attivo affinché i bambini o adolescenti si sentano accolti. L”insegnante/guida” costruisce un’azione di fiducia e di autenticità e si appresta a fare un lavoro di problem solving emotivo: prende contatto con le emozioni e i comportamenti che sono fonte di disagio, per poi valutare in un secondo momento la costruzione creativa di possibili alternative.

Il mio auspicio è, che ogni insegnante sappia essere assertivo al punto da saper parlare al cuore di tutti, affinché la somma di tanti “io” si trasformi in “noi” e nessuno studente sia lasciato da parte.

“L’educazione è un’invenzione umana che conduce colui che apprende al di là del puro apprendimento”, poiché imparare non è “immagazzinare qualcosa, ma ricostruire questo qualcosa in modo differente” (Bruner).

Domandiamo ai bambini come vivono questi cambiamenti. Occupiamoci di garantire il loro bisogno di movimento e corporeità. Alleniamoli a percepire l’energia delle emozioni e la loro influenza sul corpo e a dare un nome alle emozioni.

Ti piacerebbe ricevere qualche spunto pratico su movimenti da fare ogni volta che apri le finestre per areare le aule? Basta accostare la sedia al banco e chiedere ai bambini di posizionarsi in piedi dietro la sedia, trovare una bella musica e via! E’ possibile mantenere il distanziamento e compiere movimenti che non siano esagerati per non emettere eccessive goccioline con il respiro. Segui qualche semplice suggerimento guardando il breve filmato allegato.

Hai trovato interessanti e fattibili le proposte? I tuoi commenti sono molto graditi.

Ti potrebbe interessare un webinar per approfondire?

by maestra Roberta

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4 Comments
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    Mario
    Rispondi
    - Settembre 19, 2020

    Ciao Roberta,
    sono un insegnante di scuola primaria e nello specifico ho una terza elementare. Trovo che il tuo articolo sia davvero molto ben costruito e i tuoi spunti nel video , sono stati utilissimi in questa prima settimana dove la difficoltà maggiore è ritrovarsi e parlare, comunicare con i nostri studenti, far emergere esigenze e difficoltà. Sì, mi piacerebbe seguire un webinar soprattutto per riuscire a far sparire dal mio volto anche la più piccola traccia di paura verso un futuro che si presenta incerto, vorrei solo trasmettere ai miei studenti fiducia nell’avvenire e tanta gioia!
    Seguirò il blog, siete grandi

    2+
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      Roberta Crivellaro
      Rispondi
      - Settembre 21, 2020

      Sono felice di avere stimolato la tua voglia di comunicare con i tuoi alunni. Tengo davvero tanto al benessere psico-fisico di questa generazione Covid19. Spero di poter realizzare a breve un webinar con tanti insegnanti per poter illustrare semplici tecniche per consentire ai bimbi di muoversi in sicurezza e mantenere così viva la loro attenzione per tutte le ore che devono forzatamente trascorrere tra i bamchi di scuola. Sono certa che sarà più leggero e divertente anche per noi insegnare!

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      Roberta Crivellaro
      Rispondi
      - Settembre 21, 2020

      Quando si vuole io sono pronta!!! Cerchiamo di capire orari e partecipazione e…VIA!!!

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